Biostimolanti iniziamo dalle basi

Sono anni che sentiamo parlare di biostimolanti come: estratti, idrolizzati proteici, alghe e microrganismi ma, nell’ultimo periodo, questa tipologia di prodotti ha assunto un ruolo strategico, in quanto è ormai chiaro che il “Green deal europeo” prevede una riduzione del 50% dei principi attivi che compongono i fitosanitari utilizzati all’interno della UE entro il 2030, oltre alla necessità di ridurre le perdite per lisciviazione dei fertilizzanti utilizzati in agricoltura.Questi due fattori, uniti alla necessità di tutela nei confronti della biodiversità, spiegano il motivo per cui è importante, e lo sarà sempre di più, iniziare a familiarizzare con i biostimolanti.

Per fare questo, proviamo a riepilogare in che modo il regolamento CE 2019/1009, entrato in vigore il 16 luglio 2022, li identifica e li regola.

La definizione ufficiale dice che:

“Biostimolante delle piante è qualunque prodotto che stimola i processi nutrizionali delle piante indipendentemente dal suo tenore di nutrienti, con l’unica finalità di migliorare una o più delle seguenti caratteristiche della pianta o della rizosfera della pianta:

● efficienza dell’uso dei nutrienti;

● tolleranza allo stress abiotico;

● caratteristiche qualitative;

● disponibilità di nutrienti confinati nel suolo o nella rizosfera”.

Questi prodotti sono divisi in biostimolanti microbici, costituiti da uno o più microrganismi, e non microbici con azione sul suolo (funghi micorrizici ed estratti umici) o sulla pianta (idrolizzati proteici ed enzimatici, estratti di erba medica, alghe e melasso).

La scelta quindi del prodotto giusto risulta ulteriormente complicata dalla capacità del produttore di mantenere costante le caratteristiche del prodotto, di produrre dei test comparati, (necessari per quanti decidono di rispettare la normativa CE), oggi non ancora obbligatoria in Italia.

Veniamo ora all’aspetto applicativo: l’ormai prossimo risveglio vegetativo può richiedere l’intervento di biostimolanti che incentivano l’attività batterica del suolo, con conseguente migliore disponibilità di elementi nutritivi per la pianta.

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